|
A Stefano Baldini l'ultima medaglia d' Atene 2004 |
|
Andrea Benelli all'ultima olimpiade? |
 |
Il futuro è tutto di Igor Cassina |
|
|
LE NOBILI DISCIPLINE OLIMPICHE
L'Italia ad Atene 2004
A cura di Maurizio Ruggeri
Le Olimpiadi di Atene si sono appena concluse, tanto per stilare un bilancio su questi eleganti giochi che hanno avuto come epilogo la suggestiva cavalcata finale di Stefano Baldini nello storico stadio Spiridon Louis.
Le dieci medaglie d'oro vinte dall'Italia in terra ellenica sono senz'altro un buon bottino, al di sopra di ogni previsione per come era messo lo sport azzurro prima della partenza per Atene. Ma più della quantità - a Roma nel '60, ma anche a Mosca e a Seoul andammo meglio - stupisce la qualità e anche la sorpresa di certe affermazioni.
Chi avrebbe scommesso un vecchio copeco sulla medaglia d'oro di Igor Cassina alla sbarra, una disciplina, quella della Ginnastica Artistica, ma più che altro un attrezzo dove l'Italia non aveva più dominato se non ritorniamo agli anni venti con Guglielmetti e compagni?
Il podio più alto raggiunto da Cassina, a mio modesto parere è stato lo zenit del trionfo olimpico azzurro. Tuttora, la ginnastica, il nuoto e l'atletica leggera, come dalla nascita dei Giochi Olimpici, sono considerate le discipline regali della più prestigiosa manifestazione sportiva del mondo. Aggiungiamo che il bronzo agli anelli dell'intramontabile Juri Chechi, oltre ad essere meritatissimo - meritava un argento se la giuria non avesse blindato l'oro per la Grecia - conferma una scuola di assoluto valore per quanto riguarda i nostri ginnasti. Passati i trent'anni, giungere al terzo posto, dopo l'oro del 1996 ad Atlanta, è sembrato veramente un miracolo.
Purtroppo il Nuoto ci ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Rosolino e Fioravanti non hanno ripetuto gli exploit di Sydney 2000 e Boggiatto non ha dato il meglio di sé. Ma l'argento di Federica Pellegrini sui 200 stile libero ha risollevato le sorti di uno sport col fiato corto.
E veniamo all'Atletica Leggera, la terza nobile disciplina ma non in ordine di importanza!
Peccato, dopo tanti anni, non poter seguire qualche finale in diretta alla Rai, come per esempio, i prestigiosi 1500 metri vinti dal marocchino El Guerrouj. Questo splendido miler, forse il più grande di tutti i tempi, rischiava di non poter mai vincere l'oro olimpico, dopo la caduta di Atlanta e la beffa di Sydney, bruciato proprio negli ultimi metri. Ma ad Atene El Guerrouj ha saputo risorgere, non solo vincendo i 1500 ma anche dominando i 5000 metri ai danni di un ingenuo Bekele, l'etiope erede di Gebreselassie, reo di aver condotto una gara scellerata, troppo lenta per non prevedere il velenoso rush finale del veloce marocchino.
Oltre all'oro di Stefano Baldini, che succede a Gelindo Bordin nella maratona vinta a Seoul nel 1988, ricordiamo la grande impresa di Ivano Brugnetti nella 20 km di marcia. Un altro magnifico oro per l'atletica che ha un po' deluso nella velocità e nei salti, soprattutto femminili, con la May e la Martinez lontane dalla zona medaglia.
Infine un piccolo pensiero per Andrea Longo, che pure avevamo intervistato a Padova alla vigilia dei Giochi di Atene. Troppo solo contro i potenti ottocentisti africani, anche se a vincere poi è stato un fuoriclasse russo: Borzakowsky!
MAURIZIO RUGGERI
|