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SPECIALE DESAPARECIDOS ITALIANI
Oltre cinquemila "scomparsi"
In Argentina, oltre 5 mila persone, accusate di attività sovversive, vennero prese e rinchiuse, nel periodo della dittatura militare, all'interno della Scuola di Meccanica della Marina, per ordine del "Grupo de Tarea", l'asse di comando dei militari all'interno dell'edificio, picchiate e torturate. Migliaia di sequestrati vennero fatti sparire con i cosiddetti "voli della morte", gettati ancora vivi dagli aerei tra le onde dell'oceano. Per tutti divennero "Desaparecidos". Le cifre parlano di oltre 4 mila morti, solo all'Esma.
I "desaparecidos" italiani in Argentina
Sono almeno un migliaio gli scomparsi argentini di origine italiana nel periodo della dittatura militare che ha governato con il pugno di ferro il Paese latino-americano dal 1976 al 1983. L'Italia non ha brillato nel prendere subito una posizione sul sanguinario governo dei generali Videla e Massera, e soltanto nel 1983 la pubblica denuncia dall'allora Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini, spinse la politica e la diplomazia ad uscire dal torpore ad a prendere posizione. Da allora anche la magistratura italiana intervenne.
Dei tre giudizi istruiti in Italia che riguardano casi di "desaparecidos" di origini italiana per ora solo uno si è concluso con la sentenza di condanna per 7 militari argentini, della Corte di Assise di Roma, confermata in Corte di Appello nel marzo 2003 e dalla Cassazione nell'aprile 2004. In attesa dell'inizio del dibattimento un'altro processo basato sulla denuncia presentata sette anni fa per alcune vittime italo-uruguaiane ed italo-argentine dell'Operazione Condor, l'accordo delle polizie delle dittature sudamericane per arrestare e trasferire gli oppositori.
Il processo in corso a Roma
Per il processo della caserma-lager Esma sono ottimisti gli avvocati di parte civile Giancarlo Maniga e Marcello Gentili che parlano di una sentenza di primo grado in tempi brevi. Il processo riguarda proprio tre vittime italo-argentine: Angelamaria Aieta Gullo, Giovanni e Susanna Pegoraro. Iniziato nella tarda primavera del 2006 la fase dibattimentale del processo è alle battute finali.
L'ultima udienza dibattimentale- il 25 gennaio 2007- si è incentrata sul caso di Maria Aieta Gullo, 56 anni all'epoca dei fatti, di origine calabrese, attivista politica e madre di Dante Gullo, nel '76 iscritto al movimento della "Gioventù peronista". Raul Vildoza, Eduardo Acosta, Antonio Vanek, Antonio Febres, Ignacio Astiz sono gli alti ufficiali accusati di omicidio plurimo e continuato, con le aggravanti di aver commesso i fatti con premeditazione, ed adoperando sevizie. Toccanti i racconti dei testimoni oculari.
Gli ufficiali argentini imputati
Gli imputati sono gli ufficiali Eduardo Acosta, Alfredo Astiz, Raul Vidoza, Antonio Vanek e Hector Febres. Sono accusati di crimini contro l'umanità e, naturalmente, sono tutti contumaci, sono in Argentina, alcuni latitanti altri in attesa di giudizio. Astiz condannato in contumacia dal tribunale di Parigi è richiesto anche dai magistrati di altri paesi che hanno avuto vittime nel periodo del regime militare.
15 marzo 2007: la sentenza
Processo ESMA: l'udienza dell'8 e 9 febbraio
Il periodo della dittatura militare
Speciale a cura di Augusto Milana. Interviste: Irene Fioretti e Giovanna Carollo.
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